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domenica 27 luglio 2014

Volo senza fine

Volo senza fine
Afferro con tenacia questo appiglio, come fosse l'ultimo concessomi.
Respiro e m'accorgo di farlo a fatica, sento la mancanza d'aria nelle narici.
M'interrogo con severo atteggiamento, se per fatalità ineluttabile, ho errato.
Attorno a me sempre le stesse figure, sguardi e atteggiamenti già vissuti.
Fatti e rifatti, eventi accaduti mai vissuti, realtà che s'intrecciano
in un mare senza fine.

Afferro con forza la mia ultima speranza, stringo forte il mio ultimo baluardo.
Osservo indifferente, chi mi scruta con critico fare, paiono tutti burattini
mossi a dovere da fili senza capo fisso.
Spariscono come incubi notturni, lasciando soltanto vuoto ed un imperscrutabile
disagio, senza che io capisca più chi sono, dove vado e cosa anelo.
Afferro forte...il nulla attorno a me, rimango fermo in un volo senza fine.
Si chiuda il sipario, signori e signore, andate pure che lo spettacolo ha inizio.

domenica 15 giugno 2014

Il Volo delle Oche | Esempio di vita

Le oche si sa, volano in formazione a V, e fanno cosi perchè al loro battere delle ali, l'aria genera un movimento che andrà in aiuto all'oca che sta dietro.

Cosi facendo le oche riescono a volare molto più forte rispetto ad un oca che vola da sola. Appare evidente che le persone che mettono in comune i loro sforzi gli uni con gli altri, riescono a produrre molta più efficienza anziché da soli, in quanto i risultati generati saranno nettamente migliori.

Tutte le volte che un oca esce fuori dalla formazione, avverte la resistenza dell'aria e prende coscienza delle reali difficoltà a cui va incontro a volare da sola, quindi con immediatezza ritorna in formazione sfruttando il movimento prodotto dall'oca che la precede. Se uniamo le forze assieme a chi procede nella nostra stessa direzione, la fatica sarà minore, e raggiungere la meta sarà più semplice e gradevole. Nel momento in cui il capo formazione delle oche si stanca, passa dietro, lasciando il posto a chi fin'ora ha potuto godere del suo aiuto. Proprio cosi, le persone ricevendo supporto e mutuo soccorso vicendevolmente, possono superare i momenti più duri della vita, anche condividendo i propri problemi.
Il volo delle oche

Le oche che vanno dietro, incitano con il loro gracidare le altre che stanno avanti, al fine di mantenere costante la velocità. Esattamente cosi che deve essere, un incoraggiamento, una parola di conforto nei momenti difficili può essere fondamentale per via dei suoi effetti benefici al nostro morale.
Nel momento in cui un oca si ammala oppure viene ferita dal colpo di un'arma da fuoco, altre due oche si sganciano dalla formazione per andare in suo soccorso, aiutandola e proteggendola.

Se ci manteniamo vicini, l'uno accanto all'altro, sostenendoci e soccorrendoci, se a dispetto di tutto e tutti rimaniamo conformi ad un gruppo umano coeso, possiamo essere in grado di affrontare qualsiasi problematica che si presenti sul nostro cammino. Se comprendiamo il valore dell'amicizia, se siamo coscienti del sentimento da condividere, la nostra vita sarà più semplice e meno complicata, e stare insieme agli amici sarà meno gravoso e molto più piacevole.

sabato 31 agosto 2013

Un nuovo me

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come un mare



Ci saranno mille cose ad attendermi
quando in quell’abbraccio stringerò
ed ogni volta sarà cosi
che guarderò ad un nuovo me.
Non vorrò pensare ne evocherò
ciò che i momenti passati
mi avranno segnato senza lasciare sulla mia anima
il taglio di una vecchia ed ormai lontana ferita.
Mi chinerò, abbassandomi
per una volta ancora al vento che sfiora il mio viso.
E mi rialzerò in volo come un’aquila
ed urlerò come un mare in tempesta
che riversandosi mi svela i giorni che verranno.

domenica 9 settembre 2012

Con le ali nell'anima e la passione del volo nel cuore... Amelia Mary Earhart!

Un anima con le ali ed un cuore appassionato al volo.
Centoquindici anni dalla sua nascita.


Nasce ad Atchison, in Kansas (Stati Uniti), il 24 luglio del 1897, Amelia Mary Earhart. La sua famiglia era molto conosciuta in città. Il nonno materno, Alfred Gideon Otis, era stato un giudice federale e successivamente responsabile della Atchison Savings Bank.

Earhart aveva una sorella di poco più grande con la quale trascorse l’infanzia: giocavano di continuo all’aperto ed erano sempre pronte a esplorare il vicinato e a inventarsi nuove avventure. Collezionavano vermi, farfalle notturne e ranocchie, ma a Amelia interessava più di tutto il volo già da bambina.

 Nel 1904 con l’aiuto di uno zio costruisce una rampa di lancio, e si lanciò con una cassetta di legno. L'atterraggio fu disastroso, ma con qualche ammaccatura si rimise al lavoro ben convinta di ciò che faceva. Quello fu il suo primo volo.
Il primo aeroplano lo vide quando aveva una decina di anni e si trovata alla Fiera dello Iowa a Des Moines, dove si erano trasferiti i genitori per motivi di lavoro. Dopo un periodo trascorso con i nonni ad Atchison, le due sorelle si riunirono con i genitori nel 1909 e iniziarono a [...]

mercoledì 22 febbraio 2012

Sul volo di ritorno ho conosciuto Elena...parte seconda.

Ricordate cari amici ed amiche del "Veniale" quando Galadriel conobbe il 30 di Gennaio durante il volo di ritorno dalla Sicilia..."Elena"? (Sul volo di ritorno ho conosciuto Elena)


Orbene, il giorno 18 corrente mese ho avuto il piacere, come ormai accade da quasi più di due anni, di volare in Romagna a trovare una famiglia, composta da marito, moglie e tre cagnette: Chicca, la "signorina" di casa, Asia la "svagata" e Molly la "saggia". Non siamo parenti, (chiaramente mi riferisco ai padroni di casa..."ma più conosco l'essere umano e più sento di amare gli animali" ebbe a dire Totò) ma vogliate credermi quando vi dico che il legame che ci unisce e ben più profondo e forte di quello genetico, di quello anagrafico, di quello di sangue! Ne vado fiero, felice e privilegiato di possedere un tesoro cosi prezioso.

Ebbene, come vi accennavo prima, nel giorno sopracitato mi sono recato all'aeroporto di Catania, speranzoso di potere magari conoscere anche io qualcuno con cui potere scambiare, condividere emozioni, sensazioni, riflessioni, cosi tanto per fare, cosi tanto per...dire. Baci ed abbracci, lacrime e sorrisi fanno capolino al pari degli aerei in aeroporto, ed io piccolo piccolo, in mezzo a tanti giganti ero come affogato dalla solitudine, ma incoraggiato dalla illusione di potere andare incontro a "qualcuno" da conoscere, da vedere, da ascoltare.

Faccio il checkin, e scopro che il volo sarà posticipato di ben un'ora e 10 minuti: mi sono detto evviva, ecco l'imprevisto che farà si che io conosca la mia..."Elena"! Passo pieno di speranza il controllo, e mi accingo a prendere un caffè al bar, e di mantenere una, anzi due promesse: portare i cannoli Siciliani a qualcuno! Chiedo, un caffè ed un cartone di cannoli da 10 pz, e mentre li prepara mi invita a prendere un caffè ed io mi sposto al banco mentre la ragazza impegnata a scaldare non sò bene cosa, nemmeno mi chiede cosa desidero: ma il caffè non l'ha ancora preso? Bè la sua collega è impegnata aspettavo che si liberasse!

"Mica sto a pettinare le bambole io" risponde la commessa! Prego mi dica: potrei avere un caffè ed un bicchiere d'acqua per favore? " No! mi risponde in tono scherzoso la commesssa: bene mi dia allora solo il caffè e l'acqua senza bicchiere e tazzina! Gli rispondo io...^_^! Ma di "Elena" nessuna traccia.
Altra ora di ritardo alla partenza! E vai! Sono due ore di ritardo...vedrai sè non arriva "Elena"! Nulla...
Finalmente ci s'imbarca, ma una signora all'ultimo minuto rinuncia al volo e bisogna tirare fuori i bagagli: altro ritardo, ma di "Elena" nessuna traccia!

E' ora, motori accessi, e poi pluff! Rimaniamo al buio si spegne tutto...Adesso e ora che "Elena" arriverà ed io gli racconterò, gli narrerò...TUTTO! Si non può non arrivare, è impossibile che non arrivi! Si parte...cara Galadriel, stessa tratta, stessa compagnia, magari anche stesso aereo perfino gl'imprevisti, ma nessuna traccia di "Elena"...Nessuno a tranquillizzarmi, nessuno a sorridermi, nessuno a cercarmi, a volermi! Da solo con un cartone di cannoli Siciliani di cui...UNO nessuno mai più l'avrà!
Solo l'illusione di un'incontro in cui avevo riposto le ultime residue speranze di essere quello che mai sarò! Addio..."Elena", a mai più incontrarci!

martedì 31 gennaio 2012

sul volo di ritorno ho conosciuto elena

Mercoledì 25 cc. sono volata in Sicilia. Sono stata a trovare una famiglia composta da padre, madre, figlia, e figlio. Non siamo parenti e non siamo amici, almeno per me siamo molto di più che parenti o amici. Li sento come parte della mia anima, come se dovessimo fare una parte di cammino, in questa vita, insieme volendoci bene come il cuore ci dice di fare. Sono stata da loro cinque giorni e a parte la mancanza del mio lui e della mia Chicca, sono stata divinamente bene.

Sono arrivata all'aereoporto di Catania, per il ritorno, ieri pomeriggio e prima dei controlli ho salutato colui che ritengo essere mio figlio nel cuore con un abbraccio commovente. Mi sono guardata attorno ed ho visto abbracci di saluti di addio e di arrivederci, una giovane coppia non smetteva piu di darsi piccoli baci per tutto il viso, raccogliendosi reciprocamente lacrime che scivolavano copiose, un nonno commosso fino ad un pianto singhiozzante, salutava il suo nipotino e presumo con lui, anche la figlia od il figlio. Due amiche si scambiavano il saluto urlando insieme frasi incomprensibili anche a loro visto che parlavano all'unisono, ma con il cuore sicuramente si sono comprese.

Sono salita sull'aereo con un velo di tristezza, i distacchi dalle persone care sono sempre tristi, mi sono seduta e accanto a me si è seduta una signorina giovane, presumo non avesse più di 27 anni. Bella un volto pulito, un sorriso dolce ed uno sguardo intelligente. Vicino a lei il suo compagno di viaggio, che non so se lo fosse anche di vita, un bel ragazzo gentilissimo che si è preoccupato di tranquillizzarmi che il guasto che lamentava il comandante dell'aereo, era normale amministrazione per quella compagnia e che avremmo solo fatto ritardo. L'intoppo meccaninco ha dato il "la" alla nostra conversazione, ed io non mi sono fermata più di parlare. In un'ora ho raccontato a quella splendida ragazza il perchè il per come ero in Sicilia. Le ho raccontato un pezzo della mia vita e lei carinamente con un sorriso rassicurante, mi ascoltava curiosa ed interessata.

La concitazione dell'arrivo a Bologna ci ha separate ed io non l'ho vista scendere dall'aereo. Mentre pensavo " Ecco una bella persona, rara da incontrare, che non so neanche come si chiama!" l'ho vista corrermi incontro per presentarsi e per salutare,"Sono Elena e l'ho cercata per salutarla, piacere d'averla conosciuta"e ci siamo abbracciate. Ecco in quel momento ho sentito un piccolo strappo ed ho pensato che non l'avrei più rivista. Ho salutato il suo compagno di viaggio e sono volata incontro al mio lui che mi aspettava con la Chicca al guinzaglio.
 Non ci siamo scambiate il numero di telefono, vorrei rivederla, vorrei approfondire l'amicizia con quella splendida ragazza ma ormai...MA NON MI ARRENDO. Le ho parlato di questo blog e lei mi ha detto che lo avrebbe visitato.
Elena se stai leggendo questo post ti prego lasciami un tuo contatto a questo indirizzo <ilpeccatoveniale@gmail.com> vorrei rivederti, vorrei riparlarti, vorrei invitarti alla mia tavola, e vorrei sapere di te.
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