domenica 10 dicembre 2017

Raccontagli semplicemente di me

Perduto nel nulla chiamo ormai senza voce il suo nome, la cerco senza sapere dove sia, se mai sia esistita e chissà in quale riflesso si possa essere perduta. 


Vago come un detrito per lo spazio senza fine e presto finirò inghiottito da un universo in cui materia non è, dove tutto e nulla!


Doveva arrivare la fine per avere un suo prezioso consenso, per avere la sua attenzione, per avere un suo gesto.

Li terrò come gemme preziose, uniche rare ed irripetibili, perchè l'amo come mai nessun uomo sulla faccia della Terra ha mai amato una donna!

Non smetterò mai di amarla, non potrei, non voglio perché sarebbe come chiedermi di smettere di respirare:

Non si sceglie chi amare, né quando smettere di farlo…si ama semplicemente e basta!

Il giorno che smetterò di farlo sarà quello in cui smetterò di vivere...Ecco, quel giorno, quando verrà, vorrei che lei sapesse, semmai incontrerai la mia Lal, raccontagli la mia storia!

Dille di come l'ho amata, come ho vissuto nell'oblio per averla perduta, senza mai rassegnarmi di non poterla ritrovare.

Narrale di come ho sperato potesse tornare a me, come ho pagato il mio errore e come ho violentato la mia anima per farla diventare ciò che lei voleva che fosse:

Ti prego madre mia, raccontagli semplicemente di me.

lunedì 27 novembre 2017

Come vuoi quando vuoi

Amami come vuoi, quando vuoi, dove vuoi, caso mai se tu volessi, prendimi o sceglimi tra tanti se preferisci.


Decidi pure tra mille occasioni create solo per te, anche solo se fosse un istante, vivimi pure come tu vorresti.


Prendimi come prima scelta fra mille primi, ma mai secondo tra tanti miei sospiri, volgi la tua attenzione verso il mio desio, desta il tuo sguardo alla mia speranza.

Cambiami pure, trasforma e sfigura ogni mia parvenza, cancella ogni linea che mi appartiene, toglimi tutto ciò che vuoi, lasciami solo quell'anima che se anche dovesse avere l'ardire di proferire, io per te la farei tacere.

Permettimi di sognare che sogno io stesso possa divenire come fosse il tuo più bello, quello che al tuo fianco possa giacere e scaldarti nelle fredde notti di un inverno senza età.

Lasciami però quella speranza ch'io possa calcare il sentiero che porta al tuo cuore, prima che tutto passi senza lasciare traccia, senza fare alcun rumore.

Cosa potrei, purchè tu fossi a patto che tu esista in questa vita come primizia dell'anima, come privilegio dell'essere...

certo io potrei anche mutare le leggi che governano il mio universo purchè tu brillassi solo per un momento...solo per me.

giovedì 23 novembre 2017

Due pareti un angolo due anime

Due pareti un angolo per due anime, le cui emozioni s'intrecciano per fare nascere i loro sogni e crescere il loro amore.


Un universo che ruota e si ripete nel continuum spazio tempo di ciò che identifica l'essenza di un emozione che trascende l'anima e si impossessa dei cuori.

Due pareti un angolo due anime

Di scena bestie che recitano il peggio di se, equivoci esasperati che macchiano ed inquinano l'ordine delle cose, rendendo il cosmo di quell'angolo come fosse una discarica in cui versare liquami residuali d'odio, vendette e ripicche dalle origini antiche.

Errori che si ripetono senza che nessuno ascolti, vegga e comprenda che lo scopo non è quello di avere la meglio su chi d'amore vive e senza cui perisce.

Due pareti, un angolo, un muro a protezione di quell'anima che soffre, anestetizzando ogni più delicata emozione, accecando ogni vibrazione, otturando ogni canale di comunicazione.

Cemento, roccia che isola, lasciando fuori la schietta natura che permea in ogni buon cuore che attende di cambiare e mutare in un evoluzione conforme ai dettami di una storia che si ripete ormai da troppo tempo che si svolge ormai da troppe vite.

L'ora giunge e tu non ci sei, la sera incalza e scalpita per prendere servizio in un altro giorno in cui la tua assenza ridonda come echi mortali.

Le pareti sono sempre più buie, l'angolo della felicità diventa sempre più grigio e l'universo in cui viaggiare si spegne lentamente per un sole che senza più nulla da scaldare, non ne può più di brillare in un buio ormai troppo fitto in cui ogni più debole scintilla si perde in un senza fine eterno.

Il sentiero è segnato, qui non v'è più nulla per me, m'avvio con serena rassegnazione, allontanandomi da ciò che fu rifugio in cui gioie e dolori crebbero come alberi, sperando di ritrovare in un'altro angolo di paradiso il sogno che fu perduto con fin troppa scelleratezza.

martedì 21 novembre 2017

La mancanza della sua voce

La mancanza della sua voce, quella di quell'anima che fin da fanciullo mi cullava di notte, quando paura e angoscia mi afferravano la gola, strozzando il respiro, rendendo affannoso il battito del cuore. 


Quella che cerco, null'altro vale più di quella calda voce, dolce alle mie orecchie, capace di chetare anche la più tormentata attitudine di chi tutto ormai ha perduto.


Sento il forte richiamo di casa, vedo la mano tesa di chi mi partorì in quella fredda giornata invernale, dove il sole pareva nascondersi e ci privava della sua presenza come per avvertire un cattivo presagio.

Madre, mai avrei voluto, mai avrei creduto di potere restare vittima di me stesso, di ciò che mi donasti nell'intrinseca profonda natura del mio essere cosi antico e appartenente ad una realtà che non è questa in cui mi trovo come chiuso in prigione.

Rammento l'amore che mi dasti in guisa di un compimento da dovere espletare per cancellare l'onta di chi violenza ti fece, per modellarmi secondo il tuo volere.

Sento scivolare, come gocce di pioggia sui vetri di una finestra appannata, la mia vita e con essa vedo infrangersi quel legame con colei che amo sin dai tempi antichi di un era cosi lontana da non essere narrata più nei secoli dei secoli.

Più di ogni altro bene che l'universo possa donarmi, rifiuto oltraggiando perfino colui che tutto può, se non liberarmi da quell'anfratto in cui fui imprigionato per non ledere più quell'anima che cosi calda fu per me, infondendo sicurtà e pace che niuna essenza potè mai più infondermi.

Amò da sempre e per sempre colei che mi appagò e saziò oltre ogni limite i desideri della mia anima, quelli che ora ostentano l'astinenza di una mutilazione che non avrebbe motivo d'essere se non per l'errore che mai più farò.

No, non aspetterò altre mille vite per riavere ciò che ho perduto, null'altro cerco, solo arrendermi al mio destino e accettare il compimento con dignitosa attitudine, confidando in un epilogo diverso, non perverso, ma come un cielo terso di un'alba nuova che sia l'unica e sola per me.

sabato 18 novembre 2017

Il vuoto della tua assenza

Sento forte il senso di vuoto della tua assenza, avverto la tua paura di me come spettri infernali, sento forte il ruggito che mi sussurra di lasciare perdere, il cinico senso della razionale logica che m'invita a desistere dal resistere!


No, mai potrei rinunciare all'emozione di illudermi che forse un giorno potrò sperare in un tuo chissà...

Mai potrei desistere dal cercare di fare, compiere quell'impresa di tornare ad essere ciò di cui t'innamorasti, perfino migliore:
perché un angelo merita di più, ed anche oltre il di più che supera il meglio dell'eccellenza! 




Sei ciò che più mi suscita tenerezza, commozione per i miei sensi, vibrazione ed eccitazione che si manifesta in pensieri come fossero delicate carezze che sfiorano appena la tua delicata pelle:
sei un fiore tra i più belli che il creato potesse concepire!

Armonia ed accordi che solo un maestro poteva comporre, sei il completamento della mia eccitazione, orgasmo infinito, la più sublime stella che il cielo, l'universo abbia mai potuto avere l'onore di ospitare.
Sei colei che riesce a farmi sentire ciò che ho sempre sognato e mai realizzato, il compimento di ogni mio gesto che altrimenti nulla sarebbe che un soffio che si perde nel nulla eterno! 
Ti amo cosi come sei, mio eterno respiro, ti amo perché sei linfa vitale per me, ti amo perché sei il battito che mi tiene in vita:
ti amo perché sei...TU! 

sabato 28 ottobre 2017

Vuota senza alcuna utilità

Vuota, senza alcuna utilità, occhi freddi e senza luce come fossero biglie da lanciare e nella buca fare arrivare.


Inutile essere, demenziale esistenza la tua, vuota come un otre che invece di cervogia da bere al banchetto dell'amore, aria soltanto senza consistenza si ritrova.



Ghiaccio perenne in cerca di calore che fredda ogni cosa tocchi, destinata al fallimento qualsiasi anima guardi.

Cambi cuore appena ti stanchi, cambi piacere appena finisci!

Scegli con cura quale anima spezzare, ti assicuri poi che non ci sia più vita da succhiare, crudele essere nata negli inferi e cullato da un demone antico, la cui esistenza vive solo uccidendo la vita.

Hai straziato ogni speranza, hai violentato ogni bellezza, hai strappato con crudele ferocia il cuore di chi per te amò e mai nessun dio ti potrà perdonare...

perchè uccidere un amore vuol dire uccidere la speranza, e dare spazio alla disperazione!

Inferno senza fine

Perchè...perchè tanta crudele morte, perchè sentenza ingiusta m'è stata inflitta? 


Perchè di morte violenta devo morire, di finire come natura vuole non m'è stato dato?



Pagato ho il mio debito, oltre ogni sbaglio, aldilà di ogni errore, contro ogni umana crudeltà s'è agito, s'è deciso.

Giudici ingiusti, demoni chiamati a corte, appelli inascoltati, preghiere finite nel nulla, udienza all'inferno, perchè tu abiti, risiedi, posseduta sei da quel rosso che veleno infonde!

Anima stuprata la mia, ferocia mai vista da che l'amore fu, derubato della mia esistenza, privo di un passato, senza un presente e con un futuro macchiato, sfregiato, prima che sia.

Anima malvagia la tua, mai sazia, mai soddisfatta del sangue che versai, dell'amore che donai...

Azione criminale la tua, messa in atto con diavoleria, chiamando al tuo servigio sicari tra i più spietati che il tuo principe ha pagato, per carpire l'innocenza di un cuore che di crescere e difendersi mai ne volle sapere.

Con astuzia mi attirasti nella tua trappola, offrendomi l'illusione di un aquilone per volare, per solcare i cieli blu, per entrare nelle soffici nuvole e vivere con te il mio sogno che facesti credere anche tuo. 

Madre...madre mia urlai, con candida fierezza io rischierò, tutto me stesso urlai, io la salverò dalle malevoli braccia del demonio che di lei s'impossessò, e come un prode cavaliere nel mio regno la condurrò!

Mai ci fu una fine ne un inizio ad un amore, perchè non si sceglie di amare, non si decide di smettere una forza che spinge l'universo...il tempo, l'essenza di ogni cosa.

Violata fu la mia anima da un demone che in cambio di un paio d'ali, l'anima mi rubò per farne oggetto dei suoi putridi desideri...sporcandomi il candore che tu mi desti e lasciandomi nel nulla eterno.

Senza un passato, senza un presente e senza un futuro, nessuna memoria s'avrà di me, nessuna traccia nel mio trascorso in questa vita si avrà...

Ma tu che ti vendesti a una simile nefandezza, tu che scegliesti il male per te stessa rifiutando un'amore prezioso, mai pace avrai e con me all'inferno andrai!

lunedì 23 ottobre 2017

Vivere d'attesa aspettando

Vivere d'attesa coprendosi di petali invece che di spine, affogare il respiro, aspettando che presto o tardi di farà pur volare.


Volare sulle ali come quelle dell'aquila in cerca di cibo per i suoi piccini, come di chi corre incauto verso il proprio sogno.


Cerchi silente di capire, comprendere ogni minimo dettaglio, segno o cenno che sia per decidere quale sia la tua via! 

Acquisisci l'intelletto, baratti la tua razionalità, svendi la tua logica troppo fredda per scaldare le tue membra, cerchi calore, aneli magia e che importa se il vento, non appena arriva, se la porta via.

Senti dolore per ciò che un tempo fu, piangi accorato per quella occasione più unica che rara, ti disperi e supplichi i cieli, invochi qualsiasi dio purché torni quel sogno perduto. 

Ricordi l'attimo fatale, rammenti l'inciampo che fece vacillare il tuo piede, imprechi contro quella pietra che maledetta fu, ti scagli contro quella pioggia che tardò ad arrivare...ma speri ancora che quel sogno possa da te tornare.

Spalanchi i tuoi occhi per troppo tempo chiusi da retaggio crudele, segui il soffio di un vento che pare accarezzarti, che sembra sussurrarti speranza...

intanto l'attesa cresce e ti stringi forte a quel non volere sapere qualcosa di importante.
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