martedì 6 febbraio 2018

Menzogna atroce

Mentire per sopravvivere, menzogna atroce per respirare, falsa idea per sorridere, una bugia per chetare il cuore. 


Urlare forte il tuo dissenso, sussurrare debolmente ogni assenso, confondere ogni delicato sentimento, seppellire quell' emozione per mascherare quella atroce delusione.


Sospendere ogni nobile pensiero, seppure vile nella sua essenza, crudele, senza pietà nella sua fattezza, fino al punto che il dolore che provi, senza pietà, disprezza.

Mani unite per pregare, cuore contrito per annegare in quel mare senza fine in cui tutto si disperde senza più rinvenire alla vista dei tuoi occhi troppo stanchi e piangenti per sognare.

Senti forte l’assurdo incedere di un destino che non ti appartiene, subendo una prova che ti uccide ogni giorno per ridarti vita ogni notte.

domenica 4 febbraio 2018

Amore carezza che avvolge

Amore è una carezza che ti avvolge in un attimo in cui tutto si smarrisce ed in un secondo il tuo mondo si stravolge e senza margini d’errore lo capisci. 


Amore è quella luce che illumina il buio che ti accompagnava e fa sorgere quel sole che dormiva, ripulisce la tua vita dai quei grigi pomeriggi.


Amore è sorridere quando cammini per le vie affollate da gente che distratta si volta verso di te ed improvvisamente si ferma ad esclamare lo stupore di tanto splendore che ti avvolge.

Amore è vivere ogni istante con il desiderio di unirsi, con la voglia di abbracciarsi, con l’istinto di respirarsi e la passione di baciarsi

Amore è sognare chi non c’è, toccare chi seppur lontano dalle tue mani è, vivere e godere in ogni momento del pensiero che la vita è bella perché due cuori battono all’unisono.

Amore è vibrazione dell’anima, melodia del cuore, paesaggio degli occhi e colori che mai niente, nulla e nessuno sbiadire potrà.

Amore è vedere ogni cosa bella, ogni difetto un pregio, ogni errore un motivo per migliorare, emozionarsi per un non nulla, batticuore per ogni cosa semplice come fosse la più pregiata.

Amore è non stancarsi mai di guardarsi, non bastarsi mai di vedersi, non saziarsi mai di godersi e mai stranieri sentirsi.

Amore è soccorrersi nel bisogno, soffrire nel dolore, mescolare le proprie lacrime e perdersi all’unisono in un sol pianto.

Amore è dannarsi al giungere di ogni fine, riuscire a conoscersi in ogni tempo, riuscire a ritrovarsi in ogni vita.

Amore è legarsi nell’eterno, viversi nel tempo che avvolge ogni istante. 

domenica 28 gennaio 2018

Aspettando in silenzio

Aspettando in silenzio cerchi disperato in ogni spazio un segnale in ogni indizio che diventa puntuale un’atroce supplizio. 


Quando ascolti tu che piangi, quando vedi che ti conforti, senti forte mentre fingi, la sua assenza e ti violenti per affliggerti e cercare di nasconderti ad una vita che non vuoi.


Chiudi gli occhi e simuli anfratti, cerchi un volto per distrarti, ascolti suoni, musica e canzoni per mentirti, dissimuli quel sonno simile alla morte che aneli come ultima speranza prima di fare ciò che devi.

Cerchi e rovisti in ogni sogno che diletto fu per l'anima, perduto in quel nulla che bastarti mai potrà, all'interno di un sonno che di sognare oramai non ne vuole più.

La luce manca ormai da troppo tempo i silenzi governano imperanti la mia anima, mentre il cuore chiude le sue sacre porte che nessun amore aprire potrà più.

Ormai nulla può, niente desidera, visto che tutto gli è negato, tranne freddo silenzio e d’aspettare gli e concesso.

Non era questa la vita che volevo, non era questa l’anima che cercavo, non era lei che sentivo come completo della mia parte mancante.

Aspettando in silenzio fermo le mie mani fissando quell’immagine, cercando di fissarla come ambra indelebile nei miei ricordi.

Sento d’avere perduto il sapere del sapore di come si può amare, di come si può dire, di come si fa ad abbracciare colei che mai fu trovata perché nel nulla fu cercata.

sabato 6 gennaio 2018

Silenziosamente vorrei

Silenziosamente vorrei, seduto con le spalle poggiate alle fredde pareti di pietra umida di una stanza troppo buia e cieca.


Silenziosamente vorrei, chiamarti per nome, sentire il caldo e delicato tepore del tuo corpo, la morbida estasi delle tue labbra che poggiate sulle mie, fredde, secche e ferite, mi darebbero sollievo vitale.



Vorrei...vorrei cantarti il mio amore, scrivere delle mie più nobili intenzioni, allietare il tuo cuore con il fuoco imperituro della mia passione, ed intanto mi spengo senza alcuna possibilità di fare, di dire, costretto a non fare e dire nulla se non in un silenzio mortale per la mia fin troppo vulnerabile anima.


Vorrei, spiegare nei miei silenzi ciò che di più assurdo ed inverosimile si annida nelle profonde segrete del mio essere, l'intrinseco sistema che mi lega a te nei secoli dei secoli, in un continuum senza inizio e fine...


Silenziosamente vorrei che tu tornassi a salvarmi da una morte certa dallo spegnermi del tutto e precipitare in un oblio in cui nulla accade, tutto si ripete e niente si eleva.


domenica 10 dicembre 2017

Raccontagli semplicemente di me

Perduto nel nulla chiamo ormai senza voce il suo nome, la cerco senza sapere dove sia, se mai sia esistita e chissà in quale riflesso si possa essere perduta. 


Vago come un detrito per lo spazio senza fine e presto finirò inghiottito da un universo in cui materia non è, dove tutto e nulla!


Doveva arrivare la fine per avere un suo prezioso consenso, per avere la sua attenzione, per avere un suo gesto.

Li terrò come gemme preziose, uniche rare ed irripetibili, perchè l'amo come mai nessun uomo sulla faccia della Terra ha mai amato una donna!

Non smetterò mai di amarla, non potrei, non voglio perché sarebbe come chiedermi di smettere di respirare:

Non si sceglie chi amare, né quando smettere di farlo…si ama semplicemente e basta!

Il giorno che smetterò di farlo sarà quello in cui smetterò di vivere...Ecco, quel giorno, quando verrà, vorrei che lei sapesse, semmai incontrerai la mia Lal, raccontagli la mia storia!

Dille di come l'ho amata, come ho vissuto nell'oblio per averla perduta, senza mai rassegnarmi di non poterla ritrovare.

Narrale di come ho sperato potesse tornare a me, come ho pagato il mio errore e come ho violentato la mia anima per farla diventare ciò che lei voleva che fosse:

Ti prego madre mia, raccontagli semplicemente di me.

lunedì 27 novembre 2017

Come vuoi quando vuoi

Amami come vuoi, quando vuoi, dove vuoi, caso mai se tu volessi, prendimi o sceglimi tra tanti se preferisci.


Decidi pure tra mille occasioni create solo per te, anche solo se fosse un istante, vivimi pure come tu vorresti.


Prendimi come prima scelta fra mille primi, ma mai secondo tra tanti miei sospiri, volgi la tua attenzione verso il mio desio, desta il tuo sguardo alla mia speranza.

Cambiami pure, trasforma e sfigura ogni mia parvenza, cancella ogni linea che mi appartiene, toglimi tutto ciò che vuoi, lasciami solo quell'anima che se anche dovesse avere l'ardire di proferire, io per te la farei tacere.

Permettimi di sognare che sogno io stesso possa divenire come fosse il tuo più bello, quello che al tuo fianco possa giacere e scaldarti nelle fredde notti di un inverno senza età.

Lasciami però quella speranza ch'io possa calcare il sentiero che porta al tuo cuore, prima che tutto passi senza lasciare traccia, senza fare alcun rumore.

Cosa potrei, purchè tu fossi a patto che tu esista in questa vita come primizia dell'anima, come privilegio dell'essere...

certo io potrei anche mutare le leggi che governano il mio universo purchè tu brillassi solo per un momento...solo per me.

giovedì 23 novembre 2017

Due pareti un angolo due anime

Due pareti un angolo per due anime, le cui emozioni s'intrecciano per fare nascere i loro sogni e crescere il loro amore.


Un universo che ruota e si ripete nel continuum spazio tempo di ciò che identifica l'essenza di un emozione che trascende l'anima e si impossessa dei cuori.

Due pareti un angolo due anime

Di scena bestie che recitano il peggio di se, equivoci esasperati che macchiano ed inquinano l'ordine delle cose, rendendo il cosmo di quell'angolo come fosse una discarica in cui versare liquami residuali d'odio, vendette e ripicche dalle origini antiche.

Errori che si ripetono senza che nessuno ascolti, vegga e comprenda che lo scopo non è quello di avere la meglio su chi d'amore vive e senza cui perisce.

Due pareti, un angolo, un muro a protezione di quell'anima che soffre, anestetizzando ogni più delicata emozione, accecando ogni vibrazione, otturando ogni canale di comunicazione.

Cemento, roccia che isola, lasciando fuori la schietta natura che permea in ogni buon cuore che attende di cambiare e mutare in un evoluzione conforme ai dettami di una storia che si ripete ormai da troppo tempo che si svolge ormai da troppe vite.

L'ora giunge e tu non ci sei, la sera incalza e scalpita per prendere servizio in un altro giorno in cui la tua assenza ridonda come echi mortali.

Le pareti sono sempre più buie, l'angolo della felicità diventa sempre più grigio e l'universo in cui viaggiare si spegne lentamente per un sole che senza più nulla da scaldare, non ne può più di brillare in un buio ormai troppo fitto in cui ogni più debole scintilla si perde in un senza fine eterno.

Il sentiero è segnato, qui non v'è più nulla per me, m'avvio con serena rassegnazione, allontanandomi da ciò che fu rifugio in cui gioie e dolori crebbero come alberi, sperando di ritrovare in un'altro angolo di paradiso il sogno che fu perduto con fin troppa scelleratezza.

martedì 21 novembre 2017

La mancanza della sua voce

La mancanza della sua voce, quella di quell'anima che fin da fanciullo mi cullava di notte, quando paura e angoscia mi afferravano la gola, strozzando il respiro, rendendo affannoso il battito del cuore. 


Quella che cerco, null'altro vale più di quella calda voce, dolce alle mie orecchie, capace di chetare anche la più tormentata attitudine di chi tutto ormai ha perduto.


Sento il forte richiamo di casa, vedo la mano tesa di chi mi partorì in quella fredda giornata invernale, dove il sole pareva nascondersi e ci privava della sua presenza come per avvertire un cattivo presagio.

Madre, mai avrei voluto, mai avrei creduto di potere restare vittima di me stesso, di ciò che mi donasti nell'intrinseca profonda natura del mio essere cosi antico e appartenente ad una realtà che non è questa in cui mi trovo come chiuso in prigione.

Rammento l'amore che mi dasti in guisa di un compimento da dovere espletare per cancellare l'onta di chi violenza ti fece, per modellarmi secondo il tuo volere.

Sento scivolare, come gocce di pioggia sui vetri di una finestra appannata, la mia vita e con essa vedo infrangersi quel legame con colei che amo sin dai tempi antichi di un era cosi lontana da non essere narrata più nei secoli dei secoli.

Più di ogni altro bene che l'universo possa donarmi, rifiuto oltraggiando perfino colui che tutto può, se non liberarmi da quell'anfratto in cui fui imprigionato per non ledere più quell'anima che cosi calda fu per me, infondendo sicurtà e pace che niuna essenza potè mai più infondermi.

Amò da sempre e per sempre colei che mi appagò e saziò oltre ogni limite i desideri della mia anima, quelli che ora ostentano l'astinenza di una mutilazione che non avrebbe motivo d'essere se non per l'errore che mai più farò.

No, non aspetterò altre mille vite per riavere ciò che ho perduto, null'altro cerco, solo arrendermi al mio destino e accettare il compimento con dignitosa attitudine, confidando in un epilogo diverso, non perverso, ma come un cielo terso di un'alba nuova che sia l'unica e sola per me.
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