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sabato 31 agosto 2019

ANGELI E DEMONI

Cosa avevo mai di così tanto attraente da indurti a derubare ogni stilla, goccia e granello di magia?


Cosa hai mai visto in me, dal dare spazio l'ingordigia più perfida che senza più uno straccio mi ha lasciato gemere nel deserto mortale dove mai nessun giorno conosce il riposo della notte?



Cosa hai mai veduto in me di così irrefrenabile da prosciugare il già deficitario cuore, e abusare della già troppe volte violata anima mia? 

Mai sazia di ingorda natura dovevi apparire a me, tu, essere immondo, mai sazio di cibarsi d'anime semplici, colpevoli solo d'essere sole.

Cosa mai ti ha spinto, quale demone perfido, quale insana natura, ad abusare di me? 
Ecco ora senza più forza mi lasci gemere inerme sul suolo arido con la carne viva e lacera che lentamente arde non più di passione ed amore, bensì solo di dolore, sotto un sole che irradia il suo calore senza pietà.

Angeli e demoni vi convoco a raccolta, solo per una volta rispondete pure al mio accorato appello e riunitevi attorno a ciò che presto solo una carcassa sarà e ditemi perché tutto questo fine pare non avere mai! 

Angeli e demoni per una sol volta riponete gli antichi rancori in un tomo che io stesso custodiro' e datemi la forza di sopportare l'ennesimo supplizio di assistere inerme alla lenta fine della mia anima...

sabato 22 dicembre 2018

Letterina a babbo Natale

Caro babbo Natale, 

sono passati 60 anni dall'ultima letterina che ti scrissi. Avevo 8 anni e siccome non mi portasti mai una volta ciò che ti chiesi, smisi di scriverti. Capii più tardi che non era colpa tua, ma di un topo che aveva rosicchiato la tasca di papà con dentro i soldini per il mio "babbo Natale". Non ti ho mai chiesto nulla in questi anni, perché avevo desideri che potevo realizzare da sola senza il tuo aiuto.

Ma quest'anno il mio desiderio è grande e io non so come realizzarlo, quindi mi rivolgo a te.
Vorrei che per un solo giorno, il giorno di Natale, e per tutto il giorno, ritornassero le persone care.  
Vorrei che figli orfani avessero a tavola mamma e babbo. Vorrei che potessero riabbracciarsi ancora una volta.
Vorrei che ogni mamma, orfana di un figlio, rivedesse la sua creatura almeno il giorno di Natale.  
Vorrei una grande tavola per il giorno di Natale, con attorno tutta la mia famiglia, quella di mio marito, gli amici persi per la strada della vita e tutti i nostri amori pelosi sotto la tavola, per potergli dire quanto li amo tutti ancora una volta.
Vorrei che gli Angeli per quel giorno, tornassero umani e festeggiare la rinascita, tutti insieme, anche solo per un giorno.

Ecco questo sarebbe la "natività" per me, allora si che sentirei la magia del Natale.
Caro babbo Natale, chiedi a Dio che faccia questo miracolo per il giorno di Natale e che lo ripeta ogni anno.

Caro babbo Natale forse ti chiedo troppo ma tu provaci. Il giorno di Natale aspetterò che qualcuno bussi alla porta, se non succederà, passerò il Natale da sola, troppo doloroso guardare le sedie vuote......

venerdì 29 agosto 2014

L'asino | Una pazienza degna del paradiso, illuminata di bianco

Quanto paziente è l'asino lo sanno tutti ormai... lo si carica fino allo spasimo, lo si usa per ogni lavoro pesante, senza mai lamentarsi.


Solo quando non ne ha più ci si rende conto di quanto valga davvero, e di quanto carico di pesi esso sia.
Ogni asino patisce le maggiori pene dai bimbi, in particolare quando questi li conducono al pascolo.
Si sa, i bimbi bastonano gli asini con bastoni, lancio di sassi, e saltandoci su si fanno pure trasportare fin'anche in sei o sette.
L'asino: perchè ha
il muso bianco

Un bel giorno accadde che certi angeli si rivolsero al Padre Eterno dei Mondi intercedendo presso lui:
"Signore! Guarda quel povero asino, osserva quanta bontà e pazienza nonchè la tenacia, non credi sia bene concedergli l'accesso al Paradiso"?  Dinanzi a tale intercessione il Signore dei signori diede ordine che le porte del Paradiso fossero schiuse all'asino! Gli angeli saputo tale concessione, volarono immediatamente a darne notizia all'asino, per condurlo assieme a loro fino alle porte del Paradiso. Giunti che furono dinanzi alla grande porta del Paradiso, l'asino allungò il muso verso l'aldilà del portale si allontanò subito e non volle andare oltre.

Gli angeli basiti, cercarono prima con le buone poi con la forza a convincere l'asino a proseguire aldilà della porta, ma non ci fu verso per smuoverlo. Cosa accadde nel momento in cui l'asino sporse il muso aldilà della porta del paradiso che lo indusse a ritrarsi cosi veementemente? Non immaginerete lontanamente cosa, anzi chi aveva intravisto: il Paradiso era pieno dei suoi tiranni, i bambini! Gli angeli a malincuore rinunciarono al loro intento, e riaccompagnarono l'asino al suo pascolo. Tornato sulla terra, tutti notarono che l'asino era cambiato: il muso che aveva infilato aldilà della porta del paradiso era diventato bianco, illuminato dalla folgorante luce divina. L'asino adesso aveva il muso bianco.
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