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venerdì 29 agosto 2014

L'asino | Una pazienza degna del paradiso, illuminata di bianco

Quanto paziente è l'asino lo sanno tutti ormai... lo si carica fino allo spasimo, lo si usa per ogni lavoro pesante, senza mai lamentarsi.


Solo quando non ne ha più ci si rende conto di quanto valga davvero, e di quanto carico di pesi esso sia.
Ogni asino patisce le maggiori pene dai bimbi, in particolare quando questi li conducono al pascolo.
Si sa, i bimbi bastonano gli asini con bastoni, lancio di sassi, e saltandoci su si fanno pure trasportare fin'anche in sei o sette.
L'asino: perchè ha
il muso bianco

Un bel giorno accadde che certi angeli si rivolsero al Padre Eterno dei Mondi intercedendo presso lui:
"Signore! Guarda quel povero asino, osserva quanta bontà e pazienza nonchè la tenacia, non credi sia bene concedergli l'accesso al Paradiso"?  Dinanzi a tale intercessione il Signore dei signori diede ordine che le porte del Paradiso fossero schiuse all'asino! Gli angeli saputo tale concessione, volarono immediatamente a darne notizia all'asino, per condurlo assieme a loro fino alle porte del Paradiso. Giunti che furono dinanzi alla grande porta del Paradiso, l'asino allungò il muso verso l'aldilà del portale si allontanò subito e non volle andare oltre.

Gli angeli basiti, cercarono prima con le buone poi con la forza a convincere l'asino a proseguire aldilà della porta, ma non ci fu verso per smuoverlo. Cosa accadde nel momento in cui l'asino sporse il muso aldilà della porta del paradiso che lo indusse a ritrarsi cosi veementemente? Non immaginerete lontanamente cosa, anzi chi aveva intravisto: il Paradiso era pieno dei suoi tiranni, i bambini! Gli angeli a malincuore rinunciarono al loro intento, e riaccompagnarono l'asino al suo pascolo. Tornato sulla terra, tutti notarono che l'asino era cambiato: il muso che aveva infilato aldilà della porta del paradiso era diventato bianco, illuminato dalla folgorante luce divina. L'asino adesso aveva il muso bianco.

sabato 9 febbraio 2013

Bianco e Nero

Bianco e Nero.

Ho visto un film sulla vita di Ernest Davis detto Ernie (New Salem, 14 dicembre 1939 – Cleveland, 18 maggio 1963) è stato un giocatore di football americano statunitense, sport nel quale ricopriva il ruolo di runningback. Fu il primo giocatore afro-americano a vincere l'Heisman Trophy, il più prestigioso premio a livello collegiale.
Il giocatore di Syracuse era stato scelto con la prima chiamata assoluta al draft del 1962, dai Washington Redskins, che avevano precedentemente scambiato la scelta con i Browns. Il giocatore, date anche le sue immense potenzialità tecniche, firmò il più ricco contratto mai sottoscritto all'epoca da un giocatore del cosiddetto primo anno (rookie-year).
Ragazzo di colore in una America ancora fortemente razzista, affronta e sopporta con grande dignità, tutte le vessazioni che venivano riservate ai neri. Negli alberghi i giocatori neri venivano messi negli scantinati in sporche e maleodoranti stanzette riservate ai custodi neri dei garage dell'albergo.
In campo veniva picchiato, calciato e insultato senza che l'arbitro, razzista, prendesse provvedimenti. Gli organizzatori consigliavano agli allenatori, di non prendere piu di due neri in squadra, per non destare il sospetto di mischiarsi con quella razza animale. Nella partita che portò il
Syracuse a vincere il torneo, Ernest Davis riesce a prendere palla a metà campo e scatta in una fuga per la “vittoria”. In quella corsa, Ernie riesce a catalizzare tutto e tutti, riesce a concentrare la dignità e l'urlo accorato di un popolo intero..il suo. Le sue gambe forti come quercie, anche solo per un istante alternativamente restano piantate al suolo, non può, non deve, non gli è concesso cedere, barcollare neanche per un solo istante. La meta è ancora lontana, troppi ostacoli si parano fra lui e il suo traguardo. Le sue spalle sono forti perchè stanno raccogliendo l'urlo accorato di una intera razza, che solo per una volta sta per ottenere il suo riscatto. Uno dopo l'altro i suoi avversari crollano dinanzi a lui, alla sua fierezza, alla sua voglia di affermarsi per il suo valore: corri e ogni filo d'erba che calpesta si inchina dinanzi a lui e si ripete dentro al cuore...Si...Si ..Adesso o mai più!
Rob Brown è Ernie Davis nel film The Express
Gli insulti le offese e i fischi fanno da cornice ad un uomo, ad un popolo, ad una intera razza! Tuch down VITTORIA
Purtroppo, non poté godersi il successo che stava maturando, infatti durante le visite mediche precedenti al training camp (sorta di ritiro pre-campionato),i medici gli riscontrarono una gravissima forma di leucemia che lo uccise a soli 23 anni, il 18 maggio 1963. 





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