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martedì 24 settembre 2013

Le crocchette di zucca della signora Chiara

L'anno scorso in Sicilia ho conosciuto la sigora Chiara. Donna splendida, bellezza mediterranea con occhi scuri, curiosi a tratti maliziosi. Un sorriso dolcissimo che mi ha conquistata appena l'ho guardata. Un marito altrettanto bello, gentile e innamorato pazzo delle sue donne...moglie e due figlie bellissime.
Abbiamo fatto subito amicizia. I nostri giardini erano separati da un muretto dove lei ed io salivamo per poterci scambiare due chiacchiere o per invitarci a vicenda per il caffè.
Quest'anno appena arrivata, non essendo ancora organizzata con la casa, la signora Chiara ci ha accolto con tutte le prelibatezze della sua cucina e ci ha imbandito la tavola per la cena. Questi sono gesti fatti con il cuore, da vera amica. Le sue pietanze sono gustosissime perchè oltre all'abilità, lei le condisce con due ingredienti per lei fondamentali: "L'amore e la sensualità" e con amore mi ha passato questa ricettina che lei ci ha servito, piacevolmente accompagnata dall'esuberanza della sua persona...;) Grazie cara amica Chiara!


Ingredienti:
  • 500 g di zucca
  • 300 g di pane circa, se necessario, aggiungetene un altro po'
  • 2 uova
  • 30 g di parmigiano grattugiato
  • 100 g di fontina
  • sale, pepe e noce moscata
  • latte q.b. per bagnare il pane
  • pangrattato q.b.
  • olio di semi per friggere

Preparazione:
Pulite la zucca, tagliatela a cubetti piccoli e fatela cuocere una ventina di minuti insieme ad un pochino d’acqua e un po’ di sale. A fine cottura deve sfaldarsi completamente. In un contenitore capiente, mettete il pane a bagno con il latte. Aggiungete la polpa di zucca intiepidita e le uova. Mescolate ed aggiungete la fontina tagliata a cubetti, il parmigiano, sale, pepe e noce moscata.
Impastate tutto e se l’impasto delle polpette di zucca risultasse troppo morbido, aggiungete un po’ di pangrattato. Formate le polpette di zucca e passatele nel pangrattato. Friggetele in abbondante olio di semi ben caldo.




venerdì 13 gennaio 2012

amico mio

Il vostro amico è i vostri bisogni esauditi.  
È il vostro campo, che seminate con amore e che mietete con gratitudine.  
Egli è la vostra mensa e l'angolino accanto al fuoco.  
Perché vi recate da lui con la fame, e lo cercate per avere pace.

Se il vostro amico vi apre la mente, non temete il "no" nella vostra, né trattenete il vostro "sì".  
E se lo vedrete silenzioso, il vostro cuore non cessi d'ascoltare il suo cuore;  
Perché senza parlare, nell'amicizia, tutti i pensieri, tutti i desideri,
tutte le aspettazioni, nascono e sono condivisi con una gioia priva di clamori.

Non vi attristate, quando vi dividete dall'amico;
Perché le cose che amate di più in lui saranno più evidenti durante l'assenza,
come la montagna a chi sale, che è più nitida dal piano.

E non vi sia altro scopo nell'amicizia che l'approfondimento dello spirito.
Perché l'amore che non cerca unicamente lo schiudersi del proprio mistero,
non è amore, ma una rete che pesca soltanto cose inutili.

La parte migliore di voi sia per l'amico.
Se egli deve conoscere il deflusso della vostra marea, fate in modo che ne conosca anche il flusso.
Perché cos'è il vostro amico, se andate in cerca di lui per uccidere il tempo?
Cercatelo invece avendo tempo da vivere.

Perch'egli è lì per servire al vostro bisogno, non per riempire il vostro vuoto.
E nella soavità dell'amicizia fate che abbondino risa, e piaceri condivisi.
Perché è nella rugiada delle piccole cose che il cuore trova il suo mattino e si disseta. 
di Kahlil Gibran

mercoledì 20 luglio 2011

amicizia imponente

La maestosità di quest'albero, l'imponenza della sua mole, l'antichità della sua vita mi ha attirato a sè.

Un tiglio, amico mio.!

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