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martedì 9 giugno 2020

L'ipocrisia

L'ipocrisia è un atteggiamento, comportamento o vizio di una persona che volontariamente finge di possedere credenze, opinioni, virtù, ideali, sentimenti, emozioni che in pratica non possiede. Essa si manifesta quando la persona tenta di ingannare altre persone con tali affermazioni, ed è quindi una sorta di bugia
Wikipedia
l'ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù 
(La Rochefoucauld).



Penso a quanta ipocrisia stia dilagando nel mondo e specialmente sui social.

Ma se l'ipocrisia arriva da persone che non leggono un giornale, non guardano un tg (e se lo fanno non ci capiscono un tubo), non hanno mai letto un libro in vita loro, beh c'è da credere che sia una ipocrisia innocente, sai quella che esprime un membro di facebook convinto di aver capito e convinto di sapere più di altri.

Ma quando l'ipocrisia arriva da una persona informata, che ha letto più di un libro, che è abbonato al mensile “Le scienze” da ben 30 anni e che li ha letti tutti, che non si perde un tg, nemmeno i giornali online, e con una cultura che va dalla scienza alla storia alla musica alla politica....ecco da uno così non ti aspetti ipocrisia.

Ti aspetti coerenza con ciò che sostiene, e ti senti libero di dire le tue impressioni o convinzioni, anche se contrarie alle sue. Invece no, non puoi dire qualcosa che vada contro alla sua convinzione, trovi intolleranza proprio da chi sostiene a gran voce che la gente dei barconi vanno soccorsi con predisposizione all'accoglienza con gentilezza con umanità. Cerchi di spiegare che secondo te di “accogliente” questi centri hanno solo il nome e che umano per loro, significa rappresentante della specie, dal punto di vista biologico, ma umanità zero.

Ma a questo punto l'istinto di supremazia fa scattare un orgoglio che sfocia in una ipocrisia penosa. Colui che si ritiene accogliente, tollerante, gentile ed umanitario con gente che arriva da un altra civiltà, altra religione, altre costumi e convinzioni, sfoga tutta la sua tolleranza con chi non è d'accordo con lui invitandolo maleducatamente (cancellando il suo commento “dissidente”) a prendere la prima porta a sinistra: quella del cesso.

Complimentoni avrebbe detto una amica., sua conterranea.

Si, i miei complimenti a questa persona che la tolleranza ce l'ha solo per il suo Ego che coltiva con una cultura che gli da conoscenza ma non sapienza. Grazie Facebook d'aver messo il bottone “blocca” ...Bastasse un click sul bottone “blocca” nella vita!

sabato 5 luglio 2014

"...nemmeno IO ti condanno, va e non peccare più!"

"...nemmeno IO ti condanno, va e non peccare più!" Nemmeno IO, sentenziò il Maestro, elargendo il proprio sincero ed effettivo perdono, verso quella donna che prostrata ai suoi piedi, dapprima trascinata vergognosamente, poi umiliata ed adesso in segno di orazione dinanzi a Gesù.

Dopo avere elencato i suoi misfatti, i suoi peccati, la sua vita irregolare, dissacrante dinanzi a qualunque legge divina ed umana, Gesù lavò con "acqua" pura e cristallina che sgorga soltanto da un'unica fonte, dove chiunque può accostarsi a patto che rispetti una sola ma fondamentale condizione: pentimento!
La donna, Maria Maddalena, dissoluta, di facili costumi, alla ricerca probabile di un'affetto, un'amore, il vero amore, visse una vita che passò da un marito all'altro, dalle braccia di un uomo a quelle di un'altro, nella continua speranza che fossero quelle giuste, quelle che facessero per lei, adesso si ritrova faccia a faccia con il suo destino, con la sua esistenza, non può più mentire a se stessa ed agli altri.
"...nemmeno IO ti condanno, va e non peccare più!"

Messa a forza davanti allo Specchio supremo, vede trascorrere la sua vita, fatti e misfatti di cui andare davvero tutt'altro che fieri: ma adesso è giunta ad un bivio, accettare il perdono divino, unico e vero, oppure voltarsi al pari dei suoi accusatori e tornare alla sua sporcizia di sempre. Sappiamo bene come andò, fu donna pia, segui Gesù fino alla morte, ed alla morte ignominiosa della croce, non si separò un solo momento dal suo Maestro, dal suo uomo, dal suo Signore, dal suo vero...AMORE!
Ma da quella sua scelta di vita nuova, da quel giorno in cui apri il cuore alla vera vita, da quel momento in cui fece entrare il Maestro, quel Gesù che molti amavano ed altrettanti odiavano, nel suo animo tutto cambiò in un istante la tempesta del suo cuore si chetò e si fece gran bonaccia, gli angeli in cielo fecero gran festa, perchè quando anche una sola anima si ravvede dal suo cammino errante e torna alla sua nativa origine divina, in cielo si fa grande festa, pensate che gli "Altri" ebbero lo stesso piacere? Credete forse che tutto intorno ebbero piacere di questo ravvedimento?

Quante volte ci capita di parlare e sparlare di questo e di quella, allietando le nostre serate o capatine al bar condendo il nostro disquisire con "piacevoli" dissensi a causa di male nuove avvenute a tizio o caio per via di una sua condotta disordinata e dissoluta. Provano quasi un piacere, velato nemmeno tanto, da un apparente ed ipocrita dispiacere: "che fine che ha fatto il tizio o la tizia!" Cattive compagnie, sregolatezza e dissolutezza, causano guai, ed un destino che può solo condurre alla perdizione, ma per fortuna c'è un ma. Un "ma" che vaga nel limbo e nel precario equilibrio di un giudizio che si scontra con la sentenza divina del Maestro, con il suo imperituro "nemmeno IO ti condanno, va e non peccare più" ed il nostro intollerante senso pudico e morale che mai vuole privarsi di quella sporcizia che condisce il nostro dire degli altri. Il nostro continuo guardare la pagliuzza nell'occhio del nostro fratello o della nostra sorella, per cui un tossico dipendente sempre tale rimane, un'alcolista sempre tale resta, un criminale sempre criminale sarà, perchè in fondo è quello il fato che gli è stato assegnato.

Ma chi gli ha assegnato quel fato? Chi gli ha cucito quella "lettera scarlatta" con ago pungente e filo malevolo? Dio oppure noi? Perchè mai non si riesce a vedere con occhio diverso chi prima strisciava a terra nel sudiciume per via del suo peccato, poi umiliandosi ed infine pentendosi? Perchè? Perchè mai al perdono di Colui che tutto può non deve corrispondere il nostro? Infastiditi da un'uomo o una donna diversi, puliti non più sporchi...eppure ci si mostrava indignati prima quando giacevano nella sporcizia del peccato, ci si indispettisce adesso che si mostrano puliti, pentiti, ravveduti, con un parlare diverso, con uno sguardo differente ed appena ci tendono la mano ci ritraiamo come fossero lebbrosi da evitare perchè tanto si sa da uno(a) come quello(a) che mai da aspettarci ci sarà? Quella fonte d'acqua viva dove scorrono fiumi di pura e cristallina attitudine ad amare, chi mai accostarsi potrà? Solo chi ama, chi è in cerca dell'amore, quello vero che mai fine avrà.


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