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sabato 23 luglio 2011

continua la responsabilità

Rprendiamo da Qui 

I nevrotici, proprio perché tendono ad assumersi tutte le responsabilità, possono essere degli ottimi genitori., sempre che le loro nevrosi non siano troppo vistose ed essi non siano talmente sommersi da altre responsabilità da non avere più tempo ed energie da dedicare ai propri figli. I caratteropatici, al contrario, sono dei pessimi genitori, beatamente inconsapevoli di comportarsi spesso con i figli in modo assolutamente disastroso. Si usa dire che << i nevrotici rendono infelici se stessi, mentre i caratteropatici rendono infelici gli altri>>. Questi genitori tendono a fare ricadere sui propri figli persino la responsabilità della propria vita: <<Voi bambini mi fate impazzire>>, <<L'unico motivo per cui sopporto ancora vostra madre ( o padre) siete voi figli>>, <<Vostra madre si è fatta venire l'esaurimento per colpa vostra>>, <<Avrei potuto frequentare l'università e costruirmi un avvenire se non avessi avuto voi figli da mantenere>>. Con queste frasi questi genitori dicono in realtà ai propri figli: <<Siete voi i responsabili della mia infelicità coniugale, della mia cattiva salute, del mio scarso successo nella vita.>>
Peck racconta di essere guarito a trent'anni dalle sue tendenze caratteropatiche: << A quel tempo facevo il mio internato in una clinica psichiatrica diretta da Mac Badgely. In quella clinica..[...]

sabato 16 luglio 2011

La responsabilità

 Riprendiamo da Qui

Come già detto, affrontare un problema non è un'operazione indolore. Affrontare subito un problema, prima d'esservi costretti dalle circostanze significa posporre qualcosa di gradevole a qualcosa di meno gradevole, significa scegliere la sofferenza nella speranza di una gratificazione futura invece di concedersi un'immediata gratificazione nella speranza d'essere qualche modo dispensati dalla futura sofferenza. I problemi della vita non si risolvono che risolvendoli. Questa affermazione, apparentemente lapalissiana, riesce incomprensibile a buona parte degli esseri umani. E questo perché prima di risolvere un problema, dobbiamo innanzi tutto ammettere che abbiamo un problema e assumercene la responsabilità. Non possiamo risolvere un problema dicendo <<Non mi riguarda>>, oppure sperando che qualcuno lo risolva per noi. Gli sforzi psicologici che compiamo per evitare di assumerci la responsabilità dei nostri problemi, sono talvolta persino ridicoli. Un sergente di carriera di stanza a Okinawa si era messo nei guai per il troppo bere e venne sottoposto ad un esame psichiatrico. Negò d'essere un alcolista. <<La sera a Okinawa non si sa mai cosa fare, non resta altro che bere>>, spiegò.
<<Le piace leggere?>>
<< Oh si certo che mi piace leggere>>
<<Allora perché alla sera non legge invece di andare al bar?>>
<<C'è troppo baccano in caserma>>
<<Perché non va in biblioteca?>>
<< E' troppo lontana >>
<<Più lontana del bar?>>
<<Be' in realtà non è che leggere mi piaccia tanto>>
<<Le piace pescare?>>
<<Moltissimo!>>
<<Vada a pescare invece che al bar>>
<<Sono occupato tutto il giorno>>
<<Conosco persone che vanno a pescare alla sera. Vuole che la metta in contato con loro?>>
<<Be' forse pescare non mi piace poi tanto>>
<<Mi sta dicendo che ad Okinawa ci sono possibilità di fare altre cose, ma ciò che più le piace fare è bere>>
<<SI credo proprio sia così>>
<<Ma questo le sta procurando guai, perciò è un problema che deve risolvere>>
<<In questa maledetta isola nessuno può fare a meno di bere>>
Con rammarico informai il comandante che non potevo fare nulla per lui. Il sergente continuò a bere e si rovinò la carriera. Del tutto opposto invece l'atteggiamento di una giovane signora che, [...]
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