Pensieravo, ad un bambino che tra debolezze e cagionevolezze variegate, cresceva, chiedendo alla sua
mamma il
perchè di ogni cosa.
La naturale curiosità, il
perchè di ogni oggetto, giocattolo, azioni e passioni, lo assaliva in maniera frenetica:
mamma perchè?,
mamma come funziona?,
mamma da cosa è saltato fuori?...
Mamma perchè gl'indiani sono cattivi?
Mamma perchè, senza quelle grandi cose cilindriche messe dentro la pancia della macchinina non si muove?
Mamma perchè non posso giocare fuori con gli altri bimbi?
Mamma perchè?
Visi tirati, sudore impregnato, rumori incesssanti di schiamazzi giocosi accompagnavano le lancette dell'orologio...tic tac, tic tac, tic...tac. Tutto pulito e lucidato, il pavimento di quella baracca, la moquettes che rivestiva quello della stanzetta, dove la polvere entrava incurante della fatica profusa di una donna.
Una donna, una
mamma che tra mille
perchè, si dannava tanto a non disattendere le volontà di chi non c'era mai durante il giorno e come il lupo nero che vien di notte, arrivava in casa calava il silenzio ed anche le botte. Tutto in ordine per paura, tutto pulito pena la tortura, quella tortura che ritorna con le urla di chi è stanco e depresso di chi non vorrebbe farlo, ma ci casca lo stesso.
Finche la notte arriva calma e serena, e quel cuscino aspetta le sue piccole braccia! Occhi chiusi pregando il bambin Gesù, chiedendo perdono per quel che fu fatto e che domani non si farà più! Intanto i
perchè alla sua
mamma, rimanevano sempre senza una risposta.