Lasciai pure quell'oasi, dopo che il suo miraggio svanì.
Raccolsi mesto le poche cose che mi appartenevano, per un bagaglio misero fatto di ricordi tristi, qualche effimera gioia e tanta delusione.
La mia gola riarsa reclamò per l'ennesima volta un sorso d'acqua che pareva essersi rivelato in quesll'ultima sosta ma tutt'altro si rivelò.
Sole ardente, vento impetuoso si alzò e la sabbia avvilente iniziò a frustare le mie gote, lacerando l'ormai sottile epidermide ormai priva di qualsiasi strato in maniera tale da rendermi ben lontano da quello che un dì fu un viso.
I miei piedi iniziarono nuovamente la loro marcia, sprofondando su un terreno sabbioso e caldo, rendendo ancor più arduo il mio cammino.
Ed intanto gocce di sangue scendono a bagnare il suolo, mentre il mio lamento silente straziato di dolore per quel cuore ormai assente.

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