Andrea Zanzotto, naque a Pieve di Solglio nel 1921. I primi due anni di vita, li trascorse in un vicoletto vicino a via Sartori, ma dopo qualche tempo, nel 1922, la famiglia si trasferì nella contrada di Cal Santa, avendo il padre acquistato casa: questi luoghi più volte descritti dal poeta e la casa, saranno fonte d'ispirazione primaria come egli stesso scrive nell'Autoritratto del 1977, diventanto fin dall'inizio, il fulcro centrale del suo mondo.
Nel 1923 la famiglia ebbe due lieti eventi con la nascita delle due sorelle gemelle Angela e Marina e, nel 1924, Zanzotto iniziò a frequentare la scuola materna, gestita da suore che seguivano il metodo Montessori.
Nel 1925 arrivò in casa Zanzotto anche la piccola Maria. Intanto il padre, a causa delle sue lodi espresse pubblicamente a Giacomo Matteotti, venne accusato di antifascismo e, con il trascorrere del tempo, la sua avversione al regime gli rese difficile trovare lavoro, al punto da decidere nel 1925 di cercare rifugio a Parigi e poi a Annœullin, nei pressi di Lilla, dove trovò lavoro presso degli amici.
Fece ritorno, per un breve periodo, in Italia, ma nel 1926 fu costretto a ritornare in Francia, a Royan, dove rimase fino al dicembre dello stesso anno...
Zanzotto fece parte della Resistenza veneta nelle file di Giustizia e Libertà, prendedosi cura della stampa e della propaganda del movimento. Nel 1946, avendo terminato l'anno scolastico, decise di emigrare. Andò in Svizzera ed in seguito in Francia per poi ritornare in Italia alla fine del 1947 quando senbrò riaprirsi le prospettive d'insegnamento.
Negli anni che vanno dal '47 al '50 partecipò al Premio Libera Stampa di Lugano dove venne segnalato dalla giuria e dove conobbe molti letterati e critici tra i quali Carlo Bo e Luciano Anceschi. Si dedicò inoltre alla preparazione di diverse prove di concorso e della laurea in filosofia. Ultimati gli esami necessari, al momento della tesi incentrata su Kafka, si dovette fermare a causa della scarsa conoscenza della lingua tedesca.
Ottiene l'abilitazione in italiano, latino, greco, storia e geografia e nell'anno scolastico 1949-'50 insegnò al Liceo Flaminio di Vittorio Veneto.
Nel 1950 partecipò al concorso Premio San Babila per la sezione inediti: la giuria era formata da Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sinisgalli, Vittorio Sereni e gli assegnarono il primo premio per un gruppo di poesie, composte tra il 1940 e il 1948, che sarà poi pubblicato nel 1951 con il titolo Dietro il paesaggio.
Intervallate da soli tre anni, escono nel 1954 Elegia e altri versi e nel 1957 Vocativo. Intanto arricchi' la sua attività di insegnante e poeta con quella di critico letterario, collaborando dal 1953 al 1957 a La Fiera Letteraria, e dal 1958 al 1965 a Comunità.
Nel 1958 conobbe Marisa Michieli, che poi sposò nel 1959. Nello stesso anno vinse il Premio Cino Del Duca con alcuni racconti e iniziando la riflessione sulla sua poesia con la pubblicazione di Una poesia ostinata a sperare. Suo padre intanto, muore il 4 maggio del 1960 e il 20 maggio nasce il suo primo figlio, che venne battezzato con il nome del nonno.
In quell'anno collaborò alla rivista Il Caffè che accomunava i migliori nomi del panorama letterario del momento, come Calvino, Ceronetti, Manganelli e Volponi.
La rivista accolse in quell'anno un suo scritto, Michaux, il buon combattente, che trattava dell'effetto delle droghe, argomento che, anche se ancora lontano dalla cronaca quotidiana, si stava facendo largo nel dibattito culturale.
Nel 1961 nacque il secondo figlio e, nello stesso anno, Zanzotto rinunciò ad un trasferimento che aveva già ottenuto come professore presso l'Università di Padova.
Accettò pertanto di organizzare a Col San Martino, una frazione di Farra di Soligo, la scuola media inferiore dove svolse mansioni di preside e di insegnante.
Nel 1968 uscì il volume in versi La beltà (tuttora considerata la raccolta fondamentale della sua opera) presentato a Roma da Pier Paolo Pasolini e a Milano da Franco Fortini, mentre il 1º giugno uscì sul Corriere della Sera la recensione scritta da Eugenio Montale.
Nel 1969 pubblicò Gli sguardi, i fatti e Senhal, scritto subito dopo lo sbarco sulla luna dell'astronauta americano Neil Armstrong il 21 luglio, dando prova ancora una volta quanto egli fosse attento al pulsargli della vita intorno, agli eventi e al loro concatenarsi.
Nel 1970 fu finalista al Premio Firenze con Ted Hughes e Paul Celan, tradusse il Nietzsche di Georges Bataille e pubblicò con l'editore Vanni Scheiwiller un volumetto di quattordici liriche come omaggio agli amici intitolato A che valse?(Versi 1938-1942), fuori commercio e in edizione limitata.
Si appassionò in questo periodo alla lettura di Le geste et la parole dell'etnologo e paleontologo francese André Leroi-Gourhan che gli diede modo di riflettere sul linguaggio e l'espressione umana.
Nella primavera del 1973 fece, con Augusto Murer, un viaggio in Romania, dove alcune sue poesie erano già state tradotte, ma dovette rientrare in Italia per l'aggravarsi delle condizioni di salute della madre. Zanzotto rientrò da Bucarest, pasando dal territorio Ungherese e la Jugoslavia, in treno per timore dell'aereo.
Pochi giorni dopo il suo rientro la madre però morì, lasciandolo in un sconforto totale. Ripreso comunque il suo lavoro di scrittore, traducendo La letteratura e il male di Bataille per l'editore Rizzoli e, sempre nel 1973, pubblicò un nuovo volume di versi, intitolato Pasque e l'antologia Poesie (1938-1972), a cura di Stefano Agosti.
Nel 1974 il n. 8-9 di Studi novecenteschi dal titolo Dedicato a Zanzotto raccoglieva gli interventi di numerosi poeti e studiosi sulla sua opera.
Nel 1996, dieci anni dopo la pubblicazione di Idioma, è stato pubblicato dalla casa editrice Donzelli Poesia un piccolo volume intitolato Meteo con venti disegni di Giosetta Fioroni e una sua Nota finale in cui il poeta scrive:
Questa silloge vuol essere soltanto uno specimen di lavori in corso, che hanno un'estensione molto più ampia. Si tratta quasi sempre di "incerti frammenti", risalenti a tutto il periodo successivo e in parte contemporaneo a Idioma (1986). Non tutti sono datati e comunque sono qui organizzati provvisoriamente per temi che sfumano gli uni negli altri o in lacune, e non secondo una sequenza temporale precisa, ma forse "meteorologica.

3 commenti:
Una vita intensa... un poeta di talento... un UOMO.
Saluti,
Mary
Grazie Mary per il tuo commento. Lascia che ti dia il benvenuto...
Vita lunga e prospera.
I miei complimenti Legolas! Riesci sempre a dare il giusto ricoscimento all'impegno di questi personaggi. Grazie se sempre "Er più". Lunga vita a te.
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